Abstract
Nella folla dei profughi, in fuga dalle guerre e dalle carestie dell'Africa verso l'Europa, una storia di solitudine che è anche una ricerca del Sè. Una storia che si svolge attraverso la metafora di un Canto dell'Inferno della "Commedia" di Dante, nel suono straziante di un violoncello ispirato dal Jazz. Con un finale aperto.
(N.B. se è necessaria la traduzione in tedesco sarà inviata successivamente)